Newsletter giugno 2020


Vogliamo essere oggi uomini e donne di speranza, grati per ciò che si riceve e consapevoli di quanto si può dare; in pace con sé, con gli altri, con la natura, con Dio; attenti all’altro:
Camminiamo insieme!
Vamos caminhar juntos!
Let us walk together!
¡Caminemos juntos!
Marchons ensemble!
In questi mesi di emergenza ci siamo resi conto di quanto sia importante camminare assieme, avere un obiettivo comune e far convogliare le nostre forze per raggiungerlo.  Anche noi Suore della Provvidenza e Solidarmondo in questo periodo abbiamo sperimentato il pericolo, l’impotenza, la sofferenza, la povertà delle nostre risorse. Ma, lo dobbiamo dire, abbiamo sperimentato anche un grande interesse da parte di tutti i nostri amici e sostenitori per conoscere la situazione delle varie realtà dove operiamo e per dare, nei limiti del possibile di questo momento, il loro contributo.
Ogni piccola offerta è per noi un dono prezioso per offrire aiuto ai più poveri. Grazie quindi a tutti!Anche in questa news più che parlare delle iniziative in Italia, brevemente vi vogliamo presentare la situazione delle varie parti del mondo dove operiamo.

 


BRASILE

Sappiamo quanto questo Paese sia ora colpito dal virus e quanto sia dolorosa la situazione. Tutti abbiamo davanti agli occhi la triste realtà che i telegiornali ci stanno dando! Naturalmente, anche nei centri comunitari delle nostre missioni che sono sempre molto attivi per i poveri, ogni attività è sospesa!

Tuttavia l’opera caritativa delle suore e di tanti laici non è interrotta e si continua ad essere strumenti di Provvidenza sia nello stato di San Paolo come nel Nord del Brasile.
Scrive suor Antonietta da Santa Rita nel Paraiba: “ Il Coronavirus 19 ci sta lasciando in una situazione terribile. Tutto chiuso, strade deserte. Tanta fame, mancanza di tutto.

 


BOLIVIA

La pandemia in Bolivia sta mescolandosi con altre due malattie infettive tropicali, la dengue e la chicunguña, perciò spesso è difficile rilevare il tipo di malattia e la cura appropriata.

Le Suore della Provvidenza stanno intensificando il loro lavoro a Cochabamba sia presso il Centro medico di San Marcos come nella zona periferica a Chaqueimayu, come pure a El Alto offrendo assistenza ed aiuti alimentari alle famiglie più povere.

Ci scrivono le suore: “Tantissime famiglie povere vivono nella disperazione per la mancanza di cibo e perché non hanno più il lavoro.”
Nel Centro del Bambino di San Carlos si sta cercando di riprendere il lavoro dopo che tutti erano fuggiti per paura del virus.


Statua posta davanti alla Missione: un invito ad affidarsi a Maria


ARGENTINA

Le suore di Santa Fe e di Buenos Aires ci scrivono  così in questi giorni:

“Con il virus e il lockdown sono nati problemi nuovi e molto forti. Molte famiglie infatti vivono in una situazione di angoscia e tristezza a causa della perdita di lavoro, della mancanza delle risorse indispensabili per affrontare il quotidiano. È veramente un grande dolore per noi suore sentire la storia di tante famiglie che dalla povertà sono piombate nella miseria. Quello che fa paura ora è la fame!

 


URUGUAI

 

In Uruguay il virus è arrivato all’inizio del mese di marzo, ma si rafforzato negli ultimi giorni del mese di maggio  a causa della frontiera aperta con il Brasile.

Interessante riportare quanto scrive Alberto,un volontario ritornato dall’Uruguay solo due giorni fa dopo essere stato bloccato per alcuni mesi :

Quando sono partito a febbraio per la quarta volta per l’Obra Social Mandubi, ho pregato per vivere un’esperienza di viaggio più “compartida” e profonda. Così è stato, “grazie” al lockdown il soggiorno è durato il doppio e la condivisione con le nuove attività, ma anche con un cammino di preghiera quotidiano con i compagni di lavoro, è stata particolarmente ricca”

 


AFRICA

La situazione della pandemia Covid 19 è ancora in crescita in COSTA D’AVORIO, TOGO, BENIN e SUD AFRICA e le decisioni e i programmi del governo variano da Stato a Stato.

Costa d’Avorio e Benin hanno decretato la riapertura delle scuole entro questo mese di giugno, ma in tutto vi è molta incertezza. Lo Stato con maggiore incognite è il Togoperché in questo Paese più che in altri posti la crisi sanitaria è aggravata anche dalla crisi politica.
I nostri centri sanitari di Abidjan, Kongouanou e Kouve continuano generosamente il loro servizio pur tra i pericoli del contagio.

Inoltre è incominciata la stagione delle piogge ed è il periodo della malaria che resta ancora per l’Africa la malattia che uccide di più; sta aumentando  anche, data la situazione, la tubercolosi e la malnutrizione.

In ogni realtà la situazione è molto seria e le suore scrivono. “Se si continua così, la povertà si trasforma in miseria e l’avvenire fa paura”.

 

 


INDIA

ha prodotto in India ma non tutti forse sappiamo come il giorno 20 maggio il Bengala occidentale sia stato gravemente colpito dal ciclone Amphan. In questo disastro sono morte 80 persone, tanti hanno perso le case e le proprietà. Anche alcune nostre case sono state danneggiate.  che il lockdown  Tutti abbiamo negli occhi gli effetti

Una doppia sofferenza quindi per le nostre realtà in India, tuttavia le suore  con coraggio cercano di continuare la loro opera di carità a servizio di chi veramente non ha nulla per proseguire il cammino.
Così ci scrivono “Abbiamo provveduto più volte nutrimento alle persone vicine a noi. Non ci è stato possibile andare dalle persone più lontane per due motivi: sia perché il governo non lo permette, sia perché in questa situazione la gente dice che noi, in nome dell’opera di carità, vogliamo convertire le persone al cristianesimo, quindi la polizia ci ha consigliato, per ora, di non farlo. Per noi è un grande dispiacere, ma sappiamo che è prudente seguire queste indicazioni” .

 


MYANMAR

Da questa terra una notizia particolare: La comunità di Mong Khat alla vigilia di Pentecoste ha accolto quattro sorelline, dai 2 ai 10 anni circa, rimaste in gravissime difficoltà, senza casa e senza cibo. La generosità delle sorelle sarà sostenuta dal villaggio che ha promesso di contribuire per il loro nutrimento.

Stupenda questa collaborazione con il villaggio!

 


Sorge spontanea una domanda: Che cosa sarà dopo questa tempesta? Come usciremo da questa traversata del deserto?

Vogliamo rispondere che qualche cosa di nuovo e di buono nascerà, e che insieme ci aiuteremo ad andare avanti sorreggendoci reciprocamente: Camminiamo insieme!

Grazie a tutti per la vicinanza, l’affetto e l’attenzione concreta che dimostrate alla nostra opera di carità e solidarietà. Tutti desideriamo un mondo più giusto e umano e assieme contribuiamo a costruirlo!