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Progetto "CASA BETANIA" PDF 

Con il 2008 ha preso il via il progetto "CASA BETANIA", per la realizzazione e l'avviamento di un centro nutrizionale per l'infanzia nella città di Oudtshoorn in Sudafrica. Il progetto, avviato in collaborazione con le Suore della Provvidenza, i Pardi dell'Oratorio di S. Filippo e altre realtà locali, intende far fronte al grave problema della malnutrizione nelle aree "nere" e "mulatte" della città sudafricana.  

  

IL SUDAFRICA - DEMOGRAFIA - POVERTA' E DISUGUAGLIANZA - LA CITTA' DI OUDTSHOORN

"CASA BETANIA" - OBIETTIVI DEL PROGETTO - ATTIVITA' PREVISTE - MONITORAGGIO E VALUTAZIONE

 

IL SUDAFRICA
 La Repubblica Sudafricana è uno stato situato all'estremità meridionale dell'Africa continentale, confinante a nord con il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-ovest con la Namibia e a nord-est con il Mozambico. Bagnata a sud e a est dall'oceano Indiano e a ovest dall'oceano Atlantico, la Repubblica Sudafricana comprende le enclaves indipendenti del Lesotho e dello Swaziland. La superficie è di 1.219.090 km². Capitale amministrativa della nazione è Pretoria, capitale legislativa Città del Capo e capitale giudiziaria Bloemfontein. Il Sudafrica è un paese in via di sviluppo a reddito medio, con abbondanti risorse, ben sviluppato in finanza, comunicazioni, energia e settori dei trasporti; la borsa valori è fra le prime dieci del mondo. Tuttavia, anche se lo sviluppo è stato positivo per dieci anni consecutivi, non ha ridotto il 30% di disoccupazione e rimangono i problemi dell'era dell'apartheid, quali la povertà e la mancanza di potere economico fra i gruppi svantaggiati.

DEMOGRAFIA
 Dal 1991 la legge Sud Africana ha diviso la popolazione nazionale i quattro macro-categorie "razziali"; neri, bianchi, colorati, e Asiatici. I neri formano circa il 75% della popolazione, e sono suddivisi in una serie di gruppi etnici. I bianchi formano circa il 13% della popolazione, e sono principalmente discendenti di Olandesi, Francesi, Inglesi e Tedeschi che emigrarono dai loro paesi dal XVII secolo secolo in poi. Esiste anche una minoranza di discendenza Portoghese. I colorati sono invece persone nate da genitori facenti parte di gruppi "razziali" differenti. Questi formano circa il 9% degli abitanti. Infine gli Asiatici, che formano il 3% circa della popolazione, sono principalmente discendenti di Indiani, che arrivarono in Sud Africa verso la metà del XIX secolo, per lavorare nelle piantagioni di zucchero; questi sono concentrati principalmente nella provincia di KwaZulu-Natal. Tra gli asiatici si conta anche una piccola popolazione di discendenza Cinese, formata da circa 100,000 persone.
Al censimento dell'ottobre 1996 la popolazione del Sudafrica ammontava a 40.583.611 persone, con una densità di popolazione di 36 per km². Le valutazioni demografiche per questo paese non possono prescindere da una valutazione degli effetti dell'AIDS, diffusissimo qui come in altre nazioni africane: esso causa una speranza di vita più bassa, una più alta mortalità infantile e non, popolazione più bassa e tassi di accrescimento e cambiamenti nella ripartizione demografica dall'età e dal sesso diversi rispetto al previsto (luglio 2002 est.)

POVERTA' E DISUGUAGLIANZA
 Dall’avvento della democrazia, il governo del Sud Africa ha adottato delle politiche focalizzate sulla riduzione della povertà. Nonostante i passi avanti fatti, il Sud Africa rimane tra le prime nazioni del mondo in termini di disuguaglianze di reddito (Report della Banca Mondiale del 2006). La disuguaglianza si esprime anche come mancanza di accesso alle risorse naturali; ad un duplice sistema educativo  e sanitario; alle altre dimensioni socio-economiche.
La povertà è visibile ad occhio ed è provata dalla presenza di baracche, mancanze di dimora, disoccupazione, lavoro precario, infrastrutture fatiscenti e mancanza di accesso ai servizi di base. Durante i regime dell’apartheid, il principio di esclusione era basato sulla razza e la classe sociale. La gran parte dello sforzo del movimento di liberazione pre 1994 era focalizzato ad eliminare il principio di discriminazione razziale. Il problema della classe sociale, con le sue dimensioni in termini di disuguaglianza, non era considerato altrettanto prioritario. Tuttavia, dopo il 1994, la disuguaglianza caratterizza altre categorie della popolazione.
Circa metà della popolazione continua a vivere sotto la soglia della povertà. Si stima che più di 22 milioni di persone in Sud Africa vivano in povertà (DBSA 2005). La povertà e la disuguaglianza in Sud Africa hanno connotazioni razziali, di genere, di età e geografiche. La concentrazione della povertà ricade principalmente sugli africani neri, donne, giovani, delle aree rurali. Si stima inoltre che l’11.4% della popolazione del Sud africa fosse sieropositiva nel 2002. (HSRC 2003:46). La pandemia del HIV/AIDS ha avuto impatto sulla forza lavoro, i bambini e le famiglie, e l’economia. L’Aids contribuisce alla povertà e all’ineguaglianza. Donne tra i 20 e i 29 anni sono le maggiormente affette e hanno rinunciato a cercare un impiego lavorativo. (Vass 2006).
La povertà e la disuguaglianza si accompagnano alla disoccupazione. La percentuale della disoccupazione si attesta al 26.7%, quattro milioni e mezzo di persone (StatsSA, Settembre 2005). I critici delle definizione stringente ritengono che la povertà si attesti con più probabilità ad una percentuale di 42.5%, con circa 8 milioni di abitanti.
La percentuale più alta di disoccupazione è stata calcolata in KwanZulu-Natal, Eastern Cape, Free State e Limpopo con la percentuale più bassa nel Western Cape (STATSSA,2005). Nelle province quali i Gauteng e il North West, c’è stata una riduzione forte delle percentuale di disoccupazione dal 2003. Ci sono più disoccupati donne che uomini. Ricerche hanno dimostrato che le donne sono svantaggiate nel mercato del lavoro. C’è più probabilità che siano disoccupate o con un lavoro scarsamente retribuito. Le donne nere hanno una probabilità ancora più alta di essere disoccupate, di essere pagate meno degli uomini se impiegate, di lavorare senza retribuzione. Il 70% dei disoccupati sono non specializzati. In un periodo di 5 anni il lavoro irregolare è cresciuto da 1 milione a 2.7 milioni.
Ci sono 15.8 milioni di persone che vivono nelle recenti baraccopoli e 9.2 milioni nelle città per un totale di 25 milioni, dei quali 14.8 milioni dell’età lavorativa tra i 15 e i 65 anni. Di questi sono disoccupati 2.1 milioni nelle baraccopoli, e 2.3 milioni nelle città.
La pandemia dell’HIV/Aids è uno dei problemi sanitari sociali che impatta non solo sulla salute fisica degli individui ma anche sulla loro identità sociale. La pandemia dell’HIV/AIDS è il fattore principale che ha declassato il Sud Africa in termini di Millennium Goals 2,4,5,6 dedicati alla salute e all’istruzione.

LA CITTA' DI OUDTSHOORN
 La città di Oudtshoorn è coinvolta in una grave crisi economica causata dal decadimento dell’allevamento intensivo zootecnico e finora nella zona non si sono sviluppate altre forme di lavoro e di reddito. Fondamentale è sottolineare che in Sudafrica le attività economiche sono ancora principalmente controllate dalla minoranza bianca nonostante il governo sudafricano abbia varato una serie di provvedimenti legislativi denominati Black Economic Empowerment (BBE) finalizzate al riequilibrio del potere e del controllo delle risorse produttive.
Seguendo le regole della segregazione razziale proprie dell’apartheid Oudtshoorn è divisa in tre zone residenziali: una per i bianchi, una per i coloured e una per i neri. La zona riservata ai bianchi, ricca di infrastrutture e abitata da famiglie benestanti, è la parte centrale della città. I quartieri dei coloured e dei neri, rispettivamente Bridgton e Bongoletu (60.000 abitanti), sono invece caratterizzati da degrado e povertà in continua crescita.
In tale contesto i bambini mulatti e neri sono vittime di malnutrizione, mancanza di istruzione di base, mancato accesso sia ai servizi sanitari di base sia a cure specialistiche. Pur esistendo una sanità pubblica, di fatto l’accesso a cure e servizi adeguati è garantito solo dalla sanità privata. Inoltre, l’elevata incidenza dell’infezione da HIV sta aggravando le già precarie condizioni economiche di molte famiglie a causa del venir meno di persone abili al lavoro. La zona di intervento è caratterizzata da un numero rilevante di famiglie monoparentali. Le precarie condizioni economiche di questi nuclei familiari spesso non permettono un’adeguata assistenza all’infanzia favorendo l’abbandono e la devianza. Inoltre, gli esigui redditi famigliari non consentono di fornire ai bambini un’alimentazione equilibrata e a sottoporli alle profilassi preventive di routine.

IL CENTRO NUTRIZIONALE "CASA BETANIA"
 Il centro nutrizionale “Casa Betania” si inserisce nel progetto più ampio, ideato con la collaborazione dei Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri e delle Suore della Provvidenza, di uno spazio polivalente (Centro San Luigi Scrosoppi) nel quartiere di Bridgton ad Oudtshoorn, che ha come obiettivo la tutela e la promozione della popolazione nera e mulatta di Outshoorn attraverso la predisposizione di programmi educativi e formativi, di avviamento al lavoro, nonché di assistenza sanitaria delle fasce più vulnerabili della popolazione con particolare attenzione al problema dell’Aids, specificamente in riferimento ai bambini malati o sieropositivi ed ai bambini orfani. Vista la situazione di miseria, un aspetto fondamentale di recupero di bambini e ragazzi è identificato nella cura nutrizionale che verrà attuata proprio nella “Casa Betania” data l’assoluta insufficienza dei servizi socio-assistenziali.
A Bridgton esiste una clinica, la “Dag Hospitaal Bridgton” che si occupa dei bambini con problemi di malnutrizione. Tale clinica, che gestisce il locale sistema sanitario statale, opera come dispensario e poliambulatorio con un personale di 6 infermiere ed un medico generico e una volta la settimana, a turno, con la presenza di alcuni specialisti quali dentista, pediatra, etc. Il nosocomio, tuttavia, non riesce a soddisfare la domanda di cure per i bambini affetti da malnutrizione: essa ha infatti seguito l’anno scorso un totale di 300 bambini a fronte di una domanda di 160 bambini che settimanalmente vengono portati alla clinica per ricevere latte e ricostituenti.
Nella stima della domanda ci si riporta ai bambini malnutriti/denutriti con riferimento ai seguenti parametri:
- bambini che sono sotto il 30 percentile in rapporto al grafico di crescita;
- bambini che, monitorati per tre mesi, non aumentano di peso oppure perdono peso.
La  clinica é troppo piccola  e non dispone di  spazi necessari per svolgere l’attività nutrizionale e ben  monitorare  i bambini che ricorrono a  questo servizio e nel territorio  di Oudtshoorn,  La Clinica non é in grado di rispondere a tutte le richieste di aiuto e oltre ad essa e ad uno ospedale esiste nella municipalità solo  la mensa (un giorno alla settimana) per i poveri  offerta da alcune Chiese.
Lo Stato sovvenziona  per ogni bambino  l’alimentazione  consistente  in una sacca di latte  arricchita con un po’ di vitamine, per la durata di  un anno; ma, dopo tale periodo, se il bambino non mostra segni di miglioramento, viene dichiarato “ senza successo”  e da quel momento non può beneficiare di alcun sostegno.
Il progetto della “Casa Betania”, che avrà la durata di 3 anni, si propone quindi di realizzare e avviare un centro nutrizionale per l'infanzia in grado di soddisfare parte delle domande inevase della clinica, proprio su segnalazione della clinica stessa, seguendo i parametri sopra descritti e con un criterio di priorità circa la gravità del bisogno. Infatti gli accordi presi con la clinica prevedono che essa segnalerà alla Casa Betania i bambini che, monitorati per tre mesi dalla clinica, non aumentano oppure perdono peso, e quelli che vivono in situazioni personali o familiari di particolare disagio sanitario o socio-economico.
 Contestualmente all’avvio dei lavori per la realizzazione del centro S. Luigi Scrosoppi, le Suore della Provvidenza hanno provveduto ad acquistare l’edificio che diverrà sede delle attività previste da “Casa Betania”, quali l’accoglienza e la cura dei bambini denutriti e la formazione dei genitori in materia di alimentazione. L’edificio necessita di alcuni interventi di ristrutturazione che avranno luogo nei primi mesi del 2008, a seguito del rogito ufficiale per il passaggio di proprietà. Successivamente all’ultimazione dell’infrastruttura, inizierà il programma di accoglienza dei bambini. Attraverso un’accurata alimentazione giornaliera di 15-20 bambini, segnalati dalla Clinica di Bridgton secondo quanto evidenziato in precedenza, il progetto porterà ad un miglioramento del livello nutrizionale infantile e di conseguenza ad una diminuzione del tasso di mortalità per denutrizione.
Inoltre attraverso la somministrazione di specifiche cure ricostituenti e di un’alimentazione equilibrata, i bambini soggetti a cure antiretrovirali avranno risultati più efficaci dalle stesse cure e potranno riprendere una vita normale.
Per quanto attiene alla diffusione a livello locale della consapevolezza e della responsabilità legata al tema della nutrizione il progetto prevede corsi di formazione bisettimanali per i genitori o gli affidatari dei bambini affinché i risultati ottenuti con gli stessi bambini non siano vanificati successivamente da un’errata percezione delle necessità alimentari e dal comportamento irresponsabile dei familiari.

OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO...
Il progetto Casa Betania si prefigge come obiettivi specifici:
1. Il miglioramento delle condizioni nutrizionali dei bambini che appartengono alla popolazione mulatta e nera dei quartieri di Bridgton e Bongolethu della città di Outshoorn in Sudafrica
2. L’aumento della consapevolezza e della responsabilità locale sul tema della nutrizione.
3. La sensibilizzazione della popolazione italiana circa lo stato di povertà e malnutrizione della popolazione mulatta e nera del Sudafrica.

... E RELATIVE ATTIVITA' 
1. L’attività di accoglienza e nutrizione dei bambini dei quartieri di Bridgton e Bongolethu sarà l’attività principale di “Casa Betania”. Il centro si propone di accogliere ogni giorno per l’intera giornata 15-20 bambini denutriti di età prescolare (0-6 anni) per un totale annuo di circa 120 beneficiari diretti. L’identificazione dei beneficiari avverrà su segnalazione della Clinica di Bridgton , attraverso la predisposizione di apposite liste di bambini che:
- monitorati per tre mesi dalla clinica non aumentano oppure perdono peso
- vivono in situazioni personali o familiari affette da TBC, HIV, alcolismo e problemi socio-economici
- hanno perso il diritto di ricevere la sacca di latte prevista dallo Stato perché non hanno dimostrato segni di miglioramento dopo un anno di cura.
Affinché tale attività possa avere inizio è tuttavia necessario provvedere in via preliminare alla ristrutturazione dell’edificio che sarà adibito a “Casa Betania” (vedi fotografia) acquistato dalla congregazione delle Suore della Provvidenza in Novembre 2007 e per il quale sarà formalizzato il rogito a Febbraio 2008. Successivamente all’ultimazione dei lavori di ristrutturazione di provvederà all’acquisto del mobilio e di tutte le attrezzature necessarie per l’accoglienza dei bambini, la loro alimentazione, il loro monitoraggio sanitario, l’intrattenimento, nonché il materiale necessario per la formazione delle famiglie.

2. Per quanto attiene all’obiettivo di aumentare la consapevolezza e della responsabilità locale sul tema della nutrizione e igiene, si prevede di costituire un gruppo di 10 volontari tra la popolazione locale che aderiscano al progetto e si impegnino ad aiutare le Suore nelle attività di nutrizione e monitoraggio dei bambini. In tale modo ci si prefigge l’obiettivo di estendere le conoscenze che i volontari acquisiranno anche all’esterno della casa tra la popolazione locale. Il progetto si prefigge inoltre di attivare cicli di corsi di formazione per le mamme dei bambini accolti da Casa Betania e dei volontari che collaborano al progetto sul tema della nutrizione, dell’autosussistenza e dell’igiene.

3. Infine relativamente al terzo obiettivo, ovvero la “sensibilizzazione della popolazione italiana circa lo stato di povertà e malnutrizione della popolazione mulatta e nera del Sudafrica”, Solidarmondo organizzerà, attravverso i propri gruppi locali diffusi sul territorio nazionale, organizzerà degli eventi locali, quali conferenze, feste, mostre per illustrare e sensibilizzare la popolazione dei rispettivi centri, circa il contesto sudafricano che ha reso necessario il presente intervento di cooperazione internazionale, nonché gli obiettivi e i risultati attesi del progetto.
Periodicamente, inoltre, ai fini della sensibilizzazione sul territorio e per contribuire ad una maggiore visibilità del progetto, verrà pubblicato un articolo sulla rivista periodica dell’associazione, “Mondo Solidale”, nel quale sarà illustrato l’andamento delle varie attività. 
Sarà altresì avviato uin programma di sostegni a distanza per i bambini orfani o appartenenti a famiglie che non riescono a garantire loro un’alimentazione adeguata data la loro condizione di povertà.

MONITORAGGIO E VALUTAZIONE
Per l’avviamento del progetto si prevede una prima missione di monitoraggio da parte di un collaboratore dell’Associazione per la selezione dell’impresa edile deputata alla ristrutturazione dell’edificio e la firma del contratto. In tale occasione ci si preoccuperà inoltre di ultimare la lista del materiale e delle attrezzature de acquistare. Una seconda missione, verrà poi effettuata all’inizio delle attività.
In collaborazione con le Suore della Provvidenza, dei Padri dell’Oratorio di S. Filippo e del personale dell’Ong Boko, il referente di Solidarmondo effettuerà una preselezione dei volontari del centro. Il monitoraggio sarà continuo nel tempo da parte della congregazione delle suore residenti ad Oudtshoorn che relazioneranno a Solidarmondo sull’andamento del progetto, le attività svolte, le spese sostenute, etc. Successivamente si prevede una missione di monitoraggio una volta l’anno da parte del personale di Solidarmondo e una finale per la valutazione dei risultati ottenuti dal progetto.

Per contribuire al progetto è possibile fare una donazione sui seguenti conti correnti intestati a Solidarmondo ONLUS, specificando nella causale "Progetto Casa Betania":

Banca Popolare di Sondrio - Agenzia Roma 7
Codice IBAN:  IT42G0569603207000005691X72
Banca Intesa - Agenzia di Udine - Piazza del Duomo 8/9
Codice IBAN:  IT96K03069123206152899756/45
Banco posta
Codice IBAN:  IT14H0760103200000038884953 
Si ricorda che tali versamenti sono deducibili in base alle normative vigenti.

 

 
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