Ricordo di sr. PIERALBA e sr. PIA


DUE MISSIONARIE MOLTO SPECIALI

PiaPieralbaIl Signore ha chiamato a sé durante quest’anno due suore italiane che operavano da più di 40 anni in terra d’Africa: suor Pieralba Bianco e suor Pia Beraldin. Due suore meravigliose, che hanno sempre donato interamente se stesse per i poveri e che sono state per le nuove generazioni di suore africane un esempio grandissimo di vita e donazione. Suor Pieralba è salita in Cielo dopo più di un anno di malattia vissuto con la sua consueta serenità qui in Italia, donando la sofferenza per la sua Africa. Suor Pia, che si trovava nella nuova comunità aperta in Benin per iniziare con entusiasmo e generosità un nuovo impegno di missione, l’ha seguita dopo una brevissima e incomprensibile malattia. Suor Pia è la prima suora morta in terra d’Africa ed è  sepolta a Kouvè, all’interno della missione. Le pensiamo ora tutte due insieme nella luce del Signore.

Ricordo di Suor PIERALBA BIANCO (Elda) nata a Caorle (Venezia) il 03/03/1938 morta a Belvedere di Tezze (Vicenza) il 03/10/2017 – 58 anni di consacrazione religiosa.

Suor Pieralba è stata una donna di fede, semplice e serena, ha trascorso tutta la sua vita come dono totale a Dio e ai fratelli più poveri. Da giovane suora ha lavorato nelle scuole materne di Segonzano, Mezzocorona, Quinto Vicentino e Tesero, dove ha profondamente goduto dei bambini esaltando il valore e la bellezza dell’infanzia e dove ha suscitato familiarità e amicizia con ogni persona.

Nel 1973 fa parte delle tre suore pioniere che hanno dato inizio in Africa all’opera missionaria delle Suore della Provvidenza. Durante 43 anni di vita vissuti a Kossou, Bouakè, Anonkoua-Koute e Lomé, suor Pieralba si è caratterizzata per la sua grande laboriosità e creatività e per la sua capacità di affrontare ogni situazione, anche la più complicata, con coraggio e fede, senza drammatizzare, dando prova di un virtuoso umorismo, capace di riappacificare gli animi.

Si è data con tutte le forze, fino all’ultimo momento, al servizio dei poveri, delle ragazze più disagiate e problematiche, dei bambini orfani e denutriti, delle mamme in difficoltà che hanno sempre trovato in lei tenera compassione, accoglienza e cura. Suor Pieralba è stata una presenza molto costruttiva nella casa di formazione del noviziato a Lomé dove ha vissuto dal 1998 fino al suo rientro in Italia. Attenta a quanto vivevano le giovani, sapeva intervenire con amore e discrezione per aiutarle a crescere nella fedeltà alla vocazione, per trasmettere loro il gusto del lavoro ben fatto, la rettitudine, l’attenzione e la compassione per chi soffre, l’importanza e la forza della preghiera nella vita di consacrate.

Nel 2015, venuta in Italia per le vacanze, non è più potuta ritornare in Africa per malattia. È stata accolta e accompagnata dalle sorelle della comunità di Belvedere con grande affetto in ogni tappa del suo doloroso cammino. Ha saputo accettare con fede la sua malattia e viverla con grande serenità.

È stata per tutte le suore, ma principalmente per le giovani in formazione, un dono ed una testimonianza che incoraggiava a portare le croci quotidiane unendole a quelle di Gesù. Siamo certi che dal cielo continuerà a vivere con noi la sua missione di carità. Come il nostro Fondatore, anche lei incoraggiava le suore ad essere strumento di unità e di comunione per portare ai più poveri la gioia del Vangelo, e ripeteva: “Vogliatevi bene, vogliatevi bene, perché quando c’è l’amore tutto il resto è più facile”.

Ricordo Suor PIAGIOVANNA BERALDIN (Luigina) nata a Bassano del Grappa (VI) il 28 marzo 1941, morta improvvisamente a Lomé (Togo) il 3 dicembre 2017 – 55 anni di consacrazione religiosa.

È entrata giovanissima nella congregazione delle suore della Provvidenza. Suor Piagiovanna si è dedicata prima di tutto agli studi infermieristici, conseguendo il diploma di infermiera professionale. Negli anni successivi ha lavorato negli Ospedali di Pavia e di Portogruaro. Nel 1974 è stata inviata in missione in Africa, anche lei quindi fa parte delle sorelle pioniere delle Suore della Provvidenza in terra africana.

Ciò che l’ha caratterizzata, durante tutti i suoi anni di missione, è stata la grande passione per l’annuncio del Vangelo, che testimoniava nella catechesi e nella formazione dei catechisti. Lo faceva con un zelo apostolico che la rendeva disponibile ad operare là dove c’era maggiormente bisogno.  In Costa d’Avorio, a Kossou e Kongouanou, ha curato gli ammalati passando di villaggio in villaggio, ispirandosi al nostro Fondatore. Un solo esempio: nel pomeriggio aspettava con un carretto la gente di ritorno dai campi e domandava loro un po’ di cibo per gli operai che costruivano il dispensario. Nella comunità di Bouaké ha curato i bambini malnutriti dedicandosi anche alla formazione delle mamme. Proprio qui, durante la guerra del 2002 ha scelto, con altre consorelle, di restare sul posto nonostante i pericoli e la grande insicurezza, e questo per essere vicine alla popolazione e dare quel po’ di aiuto che si poteva.  Passata poi in Togo, a Ahépé ha aperto il centro “Luigi Scrosoppi” per la formazione delle ragazze, a Kouvé ha lavorato come infermiera nel dispensario e si è dedicata a seguire, con l’aiuto del sostegno a distanza, i bambini orfani, poveri e abbandonati del Togo.

Si è resa quindi disponibile anche per la nuova comunità di Setto in Benin, ma qui ha lavorato per pochissimo tempo, dando con gioia le ultime energie della sua vita terrena.

Nel 2015 e 2016 suor Pia, rientrata in Italia per un periodo di cura, ha collaborato con gli Amici Padre Luigi – Solidarmondo, nell’animazione delle tante parrocchie che sostengono le missioni delle Suore della Provvidenza.  È stata una collaborazione molto fruttuosa perché suor Pia sapeva incontrare, accogliere e incoraggiare gli animatori e tutti i sostenitori dei numerosi gruppi parrocchiali. Aveva sempre una parola e un sorriso per tutti.

Il 24 novembre ha avuto una forte febbre e, malgrado tutti i tentativi di cure, non ci fu niente da fare: “sorella morte” giunse per lei la sera del 3 dicembre.

Il suo zelo missionario le ha permesso di entrare in relazione con molte persone di buona volontà, suscitando solidarietà e impegno. Insieme vogliamo ringraziare il Signore per la sua vita tutta donata all’annuncio del Vangelo e al servizio dei più poveri.  A lei, che ora gode dell’abbraccio divino, diciamo di non dimenticarsi di noi ancora pellegrini sulla terra.

Suore e laici vogliamo continuare la sua opera, intensificando la nostra azione a favore dei poveri. I progetti di carità e la nuova missione di Setto a cui ha voluto dedicare i suoi ultimi giorni trovino in noi una risposta generosa.